Le isole Ogasawara
Scopri i colori della primavera del Sol Levante e la meraviglia dei ciliegi in fiore, andremo anche al di fuori delle solite rotte turistiche a scoprire il vero cuore del Giappone!
Una "frazione" di Tokyo ai tropici, patrimonio naturale dell'UNESCO
Nel 2011 un'altra località giapponese è entrata far parte dei siti protetti dall'UNESCO, stavolta per meriti naturalistici, si tratta dell'arcipelago delle Ogasawara, isole che, aministrativamente, fanno parte della municipalità di Tokyo, di cui sono una sorta di nostra frazione.
Con la bella capitale nipponica, questi lidi poco hanno a che vedere se non da un punto di vista giurisdizionale e per questo le trattiamo in queste pagine, infatti in realtà siamo ad un migliaio di chilometri a sud dell'antica Edo, e queste isole, alcune veri scogli inabitabili hanno poco del Giappone propriamente detto.
Isole dimenticate, baluardo difensivo del Giappone nella seconda guerra mondiale
Storicamente le isole sono state scoperte alla metà del XVII secolo prima da un esploratore spagnolo e una ventina di anni dopo, autonomamente, dal samurai giapponese Ogasawara Sadayori, il quale ne divenne signore per conto del reggente plenipotenziario Toyotomi Hideyoshi.
Soltanto nel XIX secolo si vide un primo insediamento stabile, vi si stabilì, infatti, una famiglia americana che le vendette, poi, al Commodoro Perry, per farne una base per le balenere che qui veleggiavano, l'arcipelago; pare che i discendenti di questa famiglia vivano ancora nell'isola.
Le isole ebbero una grande importanza strategica nella seconda guerra mondiale, siamo poco a nord delle Filippine, come roccaforte per la difesa dell'Impero del Crisantemo, l'Isola di Iwo-jima alla cui cruenta battaglia Clint Eastwood ha dedicato due pellicole, è infatti una delle Ogasawara.
Un inimestmabile patrimonio naturalistico
L'interesse naturalistico di queste isole nasce dal fatto che non fanno parte di nessuno dei blocchi continentali, siamo in pieno oceano e mai sono state collegate ai continenti, qua, quindi, si sono evolute specie animali e vegetali autoctone uniche al mondo.
Chi abbia la fortuna di visitare questa parte di Giappone, sbarcherà nell'isola di Chichi-jima (isola padre), la più grande (24 chilometri quadrati) e più abitata (2000 residenti), dopo una traversata di 25 ore garantita da un paio di traghetti settimanali in partenza da Tokyo al prezzo di ¥ 24270, per ora l'unico mezzo.
Qua potrà trovare alloggio in albergo o in qualche appartamento, il campeggio è vietato nell'arcipelago e godere di una natura incontaminata, fare snorkeling nella barriera corallina, immersioni con le bombole, fare il bagno con i delfini o le tartarughe (dalla primavera all'autunno), osservare uccelli bellissimi o le balene, che qua nuotano da dicembre a maggio, fare trekking e partecipando a tour organizzati andare alla scoperta delle altre isole.
Chi voglia, invece, perdere completamente i contatti con la realtà e non ha problemi con la sensazione di isolamento, potrà con un paio d'ore di traghetto da Chichi-jima arrivare a Haha-jima (isola madre), poco più piccola dove la ricezione turistica è ben minore e la natura è ancor più selvaggia.
Immaginiamo che pochi viaggiatori si avventureranno mai fino a questi lidi estremi della municipalità di Tokyo, ma visto il prezioso riconoscimento UNESCO abbiamo pensato di dargli il giusto spazio nelle nostre pagine!
Viaggia con noi alla scoperta del Giappone per primavera!
Un viaggio tra le origini del Giappone ed il futuro!