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- Scritto da dani@viaggiappone.com
La triste bellezza dello sfiorire dei Sakura del Sol levante
Spesso avvicinandomi al Giappone, sia per recarmici in viaggio, sia per studiarne aspetti, come possono essere la storia o l'arte, mi sono detto che per farlo in modo efficace avrei dovuto fare tabula rasa nella mia mente, eliminare tutte le sovrastrutture, cercare di mettere da parte il mio punto di vista europeocentrico appreso a scuola e mai, fino al mio incontro col Sol levante, messo in discussione.
E' così che, un giorno, dopo uno dei tanti hanami goduti nel Sol Levante, parlando con Yumiko (mia moglie per i lettori che non lo sapessero) del fatto che l'hanami sia un evento atteso in Giappone in modo spasmodico, preannunciato addirittura da previsioni ed accompagnato da feste popolari, e che dopo una passeggera gioia, dopo un picco di bellezza assoluta, i fiori, ad ogni modo, in un lampo sparissero, come in un pianto di petali, le ho detto che ciò mi avesse lasciato una sensazione di amaro in bocca, una tristezza senza speranza. Questo, forse, perchè non riuscivo a vederne la prospettiva dei frutti.
Sì, se non lo sapevate i ciliegi giapponesi, che fanno i magnifici fiori e che sono cornice a mezzo Paese del Sol Levante, sono ibridi creati per fiorire e basta, fanno boccioli, poi esplodono quasi all'unisono in una bella fioritura, poco dopo, mettono le foglie; sì la loro energia iniziale è solo per i fiori, e poi?...poi basta niente ciliege, appunto perchè ibridi, sennò l'arcipelago nipponico sarebbe stato il più grande produttore di questi croccanti frutti.
Non era certo il mio primo hanami, ero preparato, ma non lo si è mai fino in fondo, e così il disperdersi dei petali, forse anche perché in concomitanza di alcuni giorni di brutto tempo, mi è sembrato doloroso, di una tristezza incolmabile.