Giappone tra oriente ed occidente

Primo impatto col Giappone

Italiani a Narita

La prima impressione che ebbi quando atterrammo coi miei amici più cari in Giappone, per la prima volta nel 2010, fu quella di essere arrivato in un grande paese ricco ed evoluto e che il mio viaggiare per 12 ore verso est mi avesse comunque fatto sbarcare in occidente, se non fosse stato, infatti, per le scritte nulla mi avrebbe fatto capire dove fossi, potevo essere a Londra o a Parigi, ma sicuramente non a Roma o al Cairo.
In tal modo da arrivare a capire, in modo definitivo, perché alcuni anni addietro (era il 2004), in quella che fu denominata la seconda guerra contro l'Iraq, quando fu rapito e poi ucciso un ragazzo giapponese, in quel paese non ricordo bene per quale motivo, i cronisti non esitassero a definirlo la prima vittima civile occidentale in quel frangente.
Ancora non conoscevo il Giappone, se non dai racconti dell'allora mia fidanzata e da qualche lettura, ma avevo sospettato che questo lontano paese fosse in oriente come geografia soltanto, posto come era tra le fila del così detto occidente; poi quando, sempre in quell'occasione a Narita aspettavamo il volo che ci avrebbe portato a Fukuoka da Yumichan che ci aveva preceduto di un paio di settimane, io ed il mio amico ci avvicinammo al bar del gate affamati nel lungo viaggiare ci accorgemmo che eravamo ben lontani dal mondo conosciuto e ci facemmo dei noodles speziati e ben lontani dalle nostre papille occidentali e mi sentii, allora, in un contesto molto differente dalla vecchia Europa.

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Sul rapporto dei giovani giapponesi e le automobili

I Giovani giapponesi non comprano più le macchine?

Shinjuku, Tokyo

Alcuni giorni fa parlando con Yumichan vengo a scoprire che molti ragazzi giapponesi, sopratutto nella grande Tokyo stanno rinunciando a comprare un'automobile, oggetto che dalle nuove generazioni (i nati negli anni '90) non è più uno status symbol come lo era per i loro genitori o fratelli maggiori e che, semmai, sempre più cresce il fenomeno del Car sharing. E' così che approfondendo la cosa sul web vado a leggere che è dal 2008, cioè quando si è palesata in modo più brusco in Giappone la crisi economica, il Paese del sol levante deve fare i conti con un crollo delle vendite interne, pur avendo la Toyota in quell'anno (affacciandosi ai così detti mercati emergenti, leggi Cina ed India) superato General Motors nella produzione di auto...
Un grande deterrente per i giovani giapponesi nell'acquisto di un'auto è, senza dubbio, il fatto che ogni mezzo al momento dell'acquisto deve avere il suo parcheggio certificato ed affittare un posto auto, sopratutto, nella capitale nipponica può costare anche ¥ 50.000al mese cioè 360€ al cambio odierno, a Shibuya ¥60000; mentre ad Azabu anche 100000, per non volere indagare i costi di zone come Roppongi...Aggiungete a questo le spese delle tasse automobilistiche e che nelle metropoli, Tokyo, Yokohama, Osaka ecc il traffico cittadino è congestionato nelle ore di punta e i mezzi pubblici sono capillari, numerosi, puliti e puntuali tanto che li usi più volentieri dell'auto e vedrete come molti ragazzi si siano decisi di non seguire le orme paterne e non abbiano un'auto.

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Sulle differenze del contare in Giappone

Preparandosi al sesto viaggio in Giappone

Paesaggio toscano

Pur essendo andato in Giappone cinque volte il mio Giapponese è sotto le basi, imparate, infatti un po' di parole magiche, come: grazie, prego, per favore e vorrei...e il nome di alcune cose che possono servirmi tipo: pane, birra, acqua gassata, riso, avendo, poi, al mio fianco Yumiko che parla Italiano meglio di tanti Italiani ed essendo un pigro, senza metodo di studio per le lingue, mi sono sempre accontentato ed ho sempre rimandato ad un futuro che non arriva mai lo studio della lingua Giapponese. Vivendo poi in Italia ed essendo la mia Yumichan con me pessima maestra (si spazientisce subito), mi sono ad un certo punto dedicato "solamente" a cercar di capire la cultura e la storia del Sol levante leggendo quel che si trova in Italiano, così da non perdermi il succo di molte cose quando vado nel Paese del Sol levante.
Adesso, però, preparandomi ad un sesto viaggio, nella prossima primavera, mi sono deciso ad approfondire il mio studio della lingua, quanto meno parlata per spiccicare qualche frase in più ogni tanto.
Ho ripreso quindi in mano il mio "Imparare velocemente il Giapponese" e qualche corso trovato sul web ed ho iniziato ad applicarmi quotidianamente, con grande difficoltà soprattuto per memorizzare i termini...perchè se al momento sembra tutto facile, poi basta parlare un minuto in italiano e tutto scompare nel mio ricordare.

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Il Giappone per gli Italiani

Distanze incolmabili nel passato hanno dato una timida percezione del Giappone in Italia

Manifesto giapponese di propaganda anni 30

Nel tempo in Italia l'idea di Giappone è cambiata sicuramente più volte. Il Paese del Sol levante certamente sarà stato completamente sconosciuto ai più fino al XX secolo; se, infatti se ne era avuta un cenno tramite Marco Polo e i missionari gesuiti che avevano tentato di forzare il sakoku, la chiusura al mondo, in pochi, certamente, avranno sentito parlare di questo lontano posto.
Tramite i mercanti olandesi, unici autorizzati ai commerci, erano arrivate nelle corti e nelle case dei ricchi europei, sete, porcellane lacche, tutti oggetti stravaganti ed inconsapevoli che facevano dell'oriente estremo un esotico tutt'uno, cineserie che agghindavano magari i salottini delle corti europee, ma che celavano, ai più, cosa fosse il Paese del Sol levante, così come la stragrande maggioranza dei nipponici ignorava l'esistenza dell'Italia e dell'occidente tutto.
Questo tanto meno fin quando il '900 porta le fantasie dei melomani nella Nagasaki di Madama Butterfly e poi addirittura nel finir degli anni '30 il Paese del Sol levante diventa alleato di Germania ed Italia in quella che da noi era nota come Asse Roma, Berlino, Tokyo e quindi di esso si sarà parlato almeno un po'.

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Partiamo tutti per il Giappone?

Sogni di fuga nel Sol levante

Dani di Viaggiappone: arrivo a Fukuoka

Questo inizio di XXI secolo è per l'Italia un periodo piuttosto difficile; dopo un momento di fulgore che infatti, ha caratterizzato gli ultimi lustri del secolo scorso, in cui sembrava si dovesse andare solo avanti, ci siamo fermati e poi abbiamo iniziato ad andare indietro, e così se dal secondo dopoguerra ci siamo dati servizi e vizi arrivando a standard di vita forse troppo alti per le ricchezze reali raggiunte, in modo tale che un'allegra classe media credeva di sguazzare nel benessere, tanto che punto che sembrava i treni avessero iniziato a funzionare e il decoro urbano ci stava portando a standard quasi pari agli altri Paesi d'Europa...finché come tutti sappiamo una crisi economica, che sembrava venir da lontano e non toccare la zona Euro si è spalancata anche qua ed è stata alimentata, poi, da mali per noi endemici, come un sistema politico incapace di rinnovarsi e velocizzarsi, una giustizia lenta e inefficace, un sistema pensionistico che aveva pensato solo al presente ed ignorato il futuro, una fiscalità evasa, inefficace e terroristica ed una disoccupazione giunta a livelli impensabili, sopratutto tra i così detti giovani.
La crisi, di cui sentiamo parlare appena ascoltiamo un notiziario, dà mancanza di fiducia nel futuro e per questo spesso molti rivolgono le proprie speranze e vedono la risoluzione dei propri problemi nell'andare a cercare fortuna all'estero, dove pare le cose vadano un po'meglio (l'erba del vicino, poi, ricordiamoci che è sempre più verde) e così, anche io vedendo nella mia piccola città della Toscana, fin ora una Svizzera italiana, segni inconfondibili di decadenza dettati da maggiore insicurezza sociale ed economica, davanti ad una società che si chiude sempre più dietro dietro al cancello di casa propria, quando ha un cancello ed una casa, senza capire che il sale della convivenza è il rispetto delle regole e degli altri, ho pensato di ricostruirmi la vita altrove, ed essendo sposato con una Giapponese e conoscendo un po' il Paese del Sol levante di trasferirmi là vita natural durante...

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Fushimi-Hinari, Kyoto

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Tradizione e globalizzzazione nel Sol levante
Dopo cinque viaggi in Giappone ho avuto modo di osservare quanto occidente si sia radicato in Giappone, ma al contempo quante tradizioni resistano...
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Tokyo, Shinjuku

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Diari di Viaggio

Ritorni e saluti giapponesi

Oden cucina giapponese

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una cena che lenisce il dolore della partenza, una viaggio faticoso, un rientro molto strano e già pronti a tornare nel Paese del sol levante.
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I nostri onsen preferiti, appuntamento da non perdere quando siamo in viaggio in Giappone, la buona cucina del sol levante e la nostra spiaggia dietro al Fukuoka tower
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