Poca carne nell’alimentazione giapponese
Oggi, in alcuni Paesi europei come Germania, Gran Bretagna e Italia, i vegetariani rappresentano circa il 10% della popolazione, con i vegani attorno al 3%. In Giappone, invece, chi segue una dieta senza carne e pesce è meno dell’1%. Perché? Innanzitutto, la società giapponese tende a essere molto unita e poco incline alle differenze: ogni comportamento fuori dalla norma viene visto con sospetto. Esiste persino un proverbio che dice: “Il chiodo che sporge viene martellato”. Distinguersi, anche a tavola, può mettere in difficoltà chi cucina, sia in famiglia che al ristorante.
Un altro motivo è che la cucina giapponese propone porzioni piccole e quantità minime di alimenti animali, tanto che spesso non si sente la necessità di eliminarli per motivi di salute. Al contrario, noi occidentali siamo abituati a porzioni abbondanti di carne, soprattutto nel dopoguerra. Io stesso, toscano e amante della bistecca, faccio fatica a limitarmi, anche se ultimamente Yumichan mi aiuta a ridurre gli eccessi. Mia suocera, ad esempio, quando cucina il karaage (pollo fritto al ginger), me ne prepara una dose sufficiente per tre o quattro giapponesi!
Non è semplice mangiare senza carne né pesce in Giappone
Come può fare un italiano vegetariano o vegano in Giappone a rispettare la propria dieta? Non è facile. Se chiedete un piatto “niku nashi” (senza carne), spesso vi guarderanno come marziani. In molti casi, le variazioni sul menù non sono nemmeno contemplate. Persino Yumichan, abituata in Italia a ordinare variazioni, una volta in Giappone ha chiesto tre palline di gelato allo stesso gusto invece dei tre previsti: il cameriere, sorpreso, ha dovuto chiedere il permesso al direttore! Gli amici l’hanno guardata come una rivoluzionaria.
Figuriamoci chiedere un piatto senza carne o pesce, soprattutto considerando che la maggior parte della cucina giapponese si basa sul dashi, un brodo dove sono presenti scaglie di tonno essiccate che è utilizzato in moltissimi piatti, anche dove non sembra (come nell’okonomiyaki, nelle salse per soba o tempura, ecc.). È quindi importante chiedere sempre se il brodo di pesce viene utilizzato. Potreste mettere in difficoltà il cuoco, ma ricordate che in Giappone il cliente è sempre trattato con rispetto, anche se non sempre la richiesta verrà accolta.
Spesso, se chiedete “niku nashi”, vi porteranno comunque piatti con pesce, perché non viene considerato carne. Anche negli hamburger di soia, pensati per ridurre la carne e non per vegetariani, può esserci del pollo.


Dove mangiare vegetariano in Giappone?
Con il turismo occidentale in crescita, stanno nascendo anche ristoranti vegetariani che reinterpretano la cucina giapponese senza carne né pesce. Il sito Vegewel offre consigli utili per trovare opzioni vegetariane, vegane e senza glutine.
A Kyoto, cercate i ristoranti di cucina Shojin, la cucina dei monaci zen, completamente priva di ingredienti animali, ideale anche per vegani.
Il tofu giapponese è molto più buono di quello italiano e può essere un valido alleato.
I ristoranti indiani offrono sempre opzioni vegetariane.
Panetterie e caffè propongono pane, dolci e insalate spesso senza carne o pesce.
Nei supermercati trovate frutta, insalate e formaggi importati.
Tour in Giappone Autunno 2026
Vivi il Giappone nei suoi momenti più esaltanti.
Un viaggio che ci porterà tra luoghi iconici e scorci nascosti, tra natura, città e tradizioni, anche fuori dalle rotte del turismo di massa.
