Frutti perfetti sulle tavole del Sol Levante
Durante i miei viaggi, mi piace visitare mercati e supermercati per scoprire prodotti locali e nuove idee in cucina. In Giappone, entrando nel reparto ortofrutta, ho subito notato che la frutta e la verdura sono vendute quasi sempre a pezzo, non al chilo. Una mela, un grappolo d’uva o un sacchetto di melanzane hanno un prezzo fisso, perché i singoli esemplari sono selezionati per avere un peso simile.
Un altro aspetto evidente è il costo: la frutta e la verdura sono spesso molto curate nell’aspetto e nel confezionamento, ma il prezzo è decisamente più alto rispetto agli standard italiani, soprattutto nei grandi magazzini. Non è raro trovare un grappolo d’uva a duecento euro, o anche di più per varietà particolari. Tuttavia, esistono anche prodotti a prezzi accessibili: un grappolo d’uva di buona qualità può costare circa sei euro, tre fichi lo stesso prezzo, mentre un melone può arrivare a venti o quaranta euro.
In Giappone, la frutta è anche un regalo
In Giappone la frutta di alta qualità viene spesso regalata, confezionata con molta cura. Oltre all’aspetto, anche il sapore è generalmente superiore: più dolce, intenso e succoso rispetto a quello a cui siamo abituati in Italia. Questo deriva da una selezione attenta e da tecniche di coltivazione che puntano alla perfezione.
Ricordo che, durante uno dei miei primi viaggi, ho mangiato dell’uva giapponese con la stessa disinvoltura con cui lo avrei fatto in Italia, ma sono stato subito ripreso da mia moglie: in Giappone, la frutta di qualità viene apprezzata e consumata con attenzione, anche per rispetto del lavoro che c’è dietro.
Perché la frutta costa così tanto?
Il prezzo elevato deriva da diversi fattori. In Giappone, la coltivazione della frutta richiede molta cura: spesso i frutti vengono protetti uno ad uno sulla pianta, controllati nel grado di maturazione e selezionati con attenzione. Questo lavoro, svolto da personale qualificato e ben retribuito, incide sul prezzo finale.
In Italia, invece, i prezzi più bassi sono spesso il risultato di una produzione su larga scala e, talvolta, di manodopera sottopagata. Anche da noi, però, le aziende agricole che puntano su qualità e rispetto dei lavoratori propongono prodotti a prezzi più alti.
Non tutta la frutta in Giappone è costosa: banane e altri prodotti importati dall’Africa o dal Sud America hanno prezzi simili ai nostri, grazie al basso costo della manodopera nei paesi d’origine. Inoltre, negli ultimi anni, il cambio favorevole euro/yen ha reso alcuni prodotti più accessibili ai turisti europei.
In viaggio in Giappone
Se vi capita di viaggiare in Giappone, vale la pena assaggiare la frutta locale, magari durante la colazione in hotel. Anche se i prezzi possono sembrare alti, la qualità e il sapore sono spesso notevoli e rappresentano un aspetto interessante della cultura alimentare giapponese.
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