La Scrittura Giapponese

La Scrittura Giapponese: Kanji, Hiragana e Katakana

Nasce la scrittura in Giappone: l’evoluzione della lingua giapponese

Fino al V secolo, in Giappone esisteva solo una lingua parlata, senza un sistema di scrittura. Di quel periodo sappiamo poco: le informazioni arrivano da cronache cinesi e reperti archeologici.

L’arrivo dei caratteri cinesi (kanji)

Nel V secolo, i primi contatti diretti con la Cina portano i giapponesi a comprendere l’importanza di una lingua scritta. Adottano così i caratteri cinesi, i kanji, utilizzandoli inizialmente per scrivere in cinese classico. Per esprimersi per iscritto, era necessario conoscere la lingua e la grammatica cinese.
Ben presto, però, scrivere in cinese risultò scomodo: per trascrivere parole giapponesi si iniziò a scegliere ideogrammi cinesi che avessero lo stesso suono, anche se il significato era diverso. Questo sistema primitivo è noto come man’yōgana.

Epoca Nara: verso una scrittura più “giapponese”

Nel periodo Nara (VIII secolo), si cerca una semplificazione: gli ideogrammi cinesi vengono letti con la pronuncia giapponese e la struttura delle frasi si adatta alla lingua parlata locale. Nasce così una scrittura che usa i kanji per rappresentare il giapponese, pur mantenendo molte regole cinesi.

Hiragana e Katakana: la rivoluzione dei kana

Nel IX secolo, per rendere la scrittura accessibile anche a chi non conosceva a fondo i kanji, nascono i due sillabari fonetici:

Hiragana: usato per la letteratura, soprattutto da donne e in ambito cortigiano, permette di scrivere in modo più semplice e vicino alla lingua parlata.

Katakana: creato dai monaci buddisti, viene ancora oggi impiegato per trascrivere parole straniere o per dare enfasi.

Epoca Heian: la fioritura della letteratura giapponese

Durante il periodo Heian (794-1185), l’hiragana si diffonde a corte: la scrittrice Murasaki Shikibu compone il celebre “Genji Monogatari” proprio usando questo sillabario. L’hiragana diventa fondamentale per la poesia e la narrativa, mentre i kanji restano per i testi più formali o complessi.

Dal Medioevo all’epoca moderna: tra samurai, dialetti e modernizzazione

Con il trasferimento del potere alla classe guerriera (periodo Kamakura e Muromachi), i kanji tornano protagonisti e la scrittura si arricchisce di nuovi caratteri. I samurai diventano non solo guerrieri, ma anche uomini di cultura.

Nel periodo Edo (1603-1868), la lingua si differenzia tra classi sociali e regioni, compaiono i primi manga e la scrittura si diffonde tra l’80% della popolazione.

Con l’epoca Meiji (dal 1868), il Giappone si apre all’Occidente: entrano molte parole straniere e si avvicina finalmente la lingua scritta a quella parlata, dando origine al giapponese moderno.

Oggi, il sistema di scrittura giapponese utilizza tre “alfabeti”:

Kanji (ideogrammi di origine cinese)

Hiragana (sillabario fonetico)

Katakana (sillabario per parole straniere e onomatopee)

Questa evoluzione ha reso la scrittura giapponese unica, ricca e in continua trasformazione, capace di raccontare la storia di un popolo attraverso i suoi segni.

Tour in Giappone Autunno 2026

Vivi il Giappone nei suoi momenti più esaltanti.
Un viaggio che ci porterà tra luoghi iconici e scorci nascosti, tra natura, città e tradizioni, anche fuori dalle rotte del turismo di massa.