Turismo in Giappone e tatuaggi: cosa sapere
Molti turisti che visitano il Giappone amano fare tre cose: esplorare le bellezze del Paese, assaporare la cucina locale e rilassarsi nelle terme tradizionali, gli onsen. Tuttavia, una regola diffusa in questi luoghi di relax è il divieto d’accesso per chi ha tatuaggi. Non tutto è perduto: oggi esistono diverse soluzioni anche per chi ha tatuaggi e vuole provare l’esperienza degli onsen.
Perché i tatuaggi sono malvisti negli onsen?
In Giappone, i tatuaggi sono stati a lungo associati alla criminalità organizzata, in particolare alla Yakuza. Questo stigma ha portato molti stabilimenti termali a vietare l’ingresso alle persone tatuate, per scoraggiare la presenza di individui legati alla malavita. Tuttavia, la storia del tatuaggio in Giappone è molto più antica: già le bambole rituali del periodo Jomon (circa 3000 a.C.) mostrano segni di tatuaggi, e anche nei resoconti cinesi del III secolo si trovano riferimenti a giapponesi tatuati. L’uso dei tatuaggi è poi riemerso tra il XVIII e il XIX secolo, per essere nuovamente emarginato nel Novecento, soprattutto tra le comunità indigene come gli Ainu.
Oggi, il corpo tatuato in modo vistoso può ancora essere un segnale di appartenenza a un clan, ma capita sempre più spesso di vedere giovani giapponesi con tatuaggi “normali”, scelti per moda o espressione personale.
Perché i tatuaggi sono malvisti negli onsen?
Negli ultimi anni, la presenza di tatuaggi tra i giovani giapponesi è in crescita (circa il 3% della popolazione), ma resta ancora un ostacolo per alcune professioni a contatto con il pubblico, come polizia, vigili del fuoco, insegnanti o personale di compagnie aeree. Allo stesso tempo, il Giappone sta vivendo un boom turistico: nel 2024 sono arrivati quasi 38 milioni di visitatori stranieri, con l’obiettivo di raggiungere i 60 milioni entro il 2030. Questo cambiamento sta spingendo molte strutture a rivedere le proprie regole sui tatuaggi.
Come accedere agli onsen con i tatuaggi
Alcuni onsen, soprattutto nelle grandi città e nelle zone turistiche, stanno diventando più tolleranti verso i tatuaggi, anche grazie alla crescente presenza di turisti stranieri.
Esistono siti web (come tattoo-ja.com) che segnalano gli stabilimenti che accettano clienti tatuati.
In molti casi, è possibile coprire i tatuaggi con cerotti appositi forniti dalla struttura.
Se il vostro hotel dispone di un onsen privato, spesso non ci sono restrizioni.
In contesti rurali o meno turistici, il divieto è ancora molto sentito: meglio evitare per rispetto delle tradizioni locali.
Consigli pratici
Se avete tatuaggi e volete provare un onsen, informatevi prima sulle regole della struttura.
Se qualcuno vi chiede di uscire, scusatevi e lasciate la vasca senza polemiche: la cortesia è sempre apprezzata.
Con un po’ di attenzione e rispetto, anche chi ha tatuaggi può godersi la tradizione delle terme giapponesi!
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