Toyotomi Hideyoshi il riunificatore del Giappone

Hideyoshi è di umilissime origini contadine e proviene dalla stessa zona di Oda Nobunaga del quale è servitore e di cui, la leggenda narra, si ingraziasse le simpatie risolvendogli una noia, cioè il problema delle scarpe fredde...che riscaldava mettendosele in grembo...così sale rapidamente la scala gerarchica militare, diviene uno dei generali dello shogun e manifestando abilità è impegnato nella conquista dell'occidente quando quest'ultimo è ucciso da Akechi Mitsuhide. E' così che Hideyoshi si appresta a far la pace con tutti gli altri samurai e a mettersi alla caccia dell'assassino, che sconfigge facilmente, inserendosi poi nella lotta alla successione del potere appoggiando il nipote di Nobunaga che, grazie alla sua forza militare, riesce ad imporsi sugli altri; in pratica, però, è lo stesso Hideyoshi ad avere in mano le redini di tutto il paese su cui comanda dall'imponente castello di Osaka, che si è fatto edificare in tre anni utilizzando 100.000 uomini.

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Nasce il feudalesimo dei samurai nel Giappone del XVI secolo

Il vuoto di potere successivo alla guerra Onin fece sì che decadessero anche gli shugo (i feudatari che amministravano le zone periferiche del regno) e che il loro posto fosse preso dai daimyo, letteralmente grande nome, cioè dai samurai spesso di origine contadina che avevano forte carisma nelle province dove accrescevano il loro potere personale creando dei veri e propri domini personali scollegati dal potere centrale verso il quale non avevano più alcuna referenza.
Si formano dei signori che proteggono e comandano la classe contadina attraverso un sistema di vassalli che, oltre a giurare fedeltà, sono in tutto e per tutto sotto il loro controllo, dai consensi matrimoniali alla gestione ereditaria. I daimyo legiferano e gestiscono la giustizia nei luoghi che dominano e lo fanno dal loro castello, attorno al quale si formano le città che poi saranno l'ossatura urbana al Giappone di oggi.
Questo periodo, se vede naufragare il potere centralizzato, nel contempo è artefice di un grande sviluppo mercantile; nascono infatti grandi mercati, mentre commerci dinamici fanno arricchire una nuova classe emergente: quella dei borghesi.
Nel frattempo altri shogun Ashikaga, pur non avendo un vero potere sul paese, si susseguono, benché completamente esautorati.

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Colti samurai danno le basi ai più interessanti aspetti della cultura giapponese

Con la morte di Yoshimitsu, nel 1408, Yoshimochi prende le redini effettive affidandosi ai consigli di un kanrei (che di fatto era un vice shogun con pieni poteri) e così interrompe i rapporti di vassallaggio con la Cina, con ripercussioni economiche nelle esportazioni ed importazioni e relative tassazioni. I rapporti verranno nuovamente ripresi da Yoshinori, fratello minore di Yoshimochi e shogun dal 1429; con lui il potere torna saldo nelle mani dello shogun, ma...nel 1441 viene ucciso da uno dei suoi feudatari che tentava di indebolire. Il principato di questi primi Ashikaga dà sufficiente pace affinché le arti abbiano modo di crescere e svilupparsi.
E' in questo momento che vedono la luce alcuni tratti che ancor oggi contraddistinguono la cultura giapponese nel mondo; nasce il teatro no, che è una derivazione di balli sacri interpretati da attori che si erano formati a Nara all'ombra dei principali templi e santuari e i primi attori/scrittori acquisiscono fama e lustro sotto l'influenza di Yoshimitsu.
Al contempo il periodo Muromachi vede un'evoluzione della casa e del giardino giapponese; infatti i pavimenti in legno, che erano i maggiormente diffusi dal periodo Heian, lasciano il campo ai tatami, le stuoie profumate di "paglia" e cosi avviene per i tramezzi in carta, tanto presenti nel nostro immaginario, inoltre nasce anche l'abitudine di costruire il tokoma, la rientranza che funge d'altare, tutti elementi che ancor oggi è possibile ritrovare in una casa di impronta tradizionale.
Anche il giardino segue i dettami dello zen e, da luogo di svago che era per il principe Genji, diviene luogo di profonda meditazione; se volete immergervi in queste atmosfere fate un salto al Tenryuji, (un esempio di parco che si integra perfettamente con la montagna retrostante), o al Daisei dove è possibile ammirare un grande giardino secco, di pietre nel quale non è più , possibile camminare, ma che si può contemplare dalla veranda.
E' il momento in cui anche i giardini diventano trasportabili e così nasce l'arte del bonsai mentre i nostri colti samurai iniziano a meditare e filosofeggiare bevendo il tè che viene servito seguendo particolari regole (cerimonia del tè), in apposite sale dove i fiori sono disposti in modi particolari (ikebana)...

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L'imperatore del Giappone riprende le redini del comando, ai danni di Kamakura

Il 1318 vede salire sul trono imperiale Go-Daigo che,dopo pochi anni, cercherà di sottrarsi alla successione alternata decisa dallo shogunato di Kamakura, mettendosi così contro il bakufu.
L'imperatore, nel 1332, in seguito ad un suo secondo tentativo di forzare la linea di avvicendamento, viene spodestato dallo shogun, ed è sostituito da un regnante del ramo alterno (l'imperatore Kagon) ed esiliato nell'isola di Oki. L'anno dopo, però, Go-Daigo si riorganizza, raccoglie forze fedeli che vengono comandate dal figlio Morinaga e da un altro fedele generale Kusunoki Masashige e, con l'aiuto di due famiglie guerriere che avevano le loro roccaforti nel Kanto, gli Ashikaga, conquista Kamakura e torna sul trono.
E', dunque, il 1333 quando finisce il periodo Kamakura per lasciare posto, nel 1336, a quello Muromachi-Ashikaga...In quei tre anni Go-Daigo inizia a governare in modo assolutista, rimettendo le redini decisionali nelle mani imperiali dopo più di 300 anni di potere delegato. Prova, così, a fare delle riforme che sono note come "Restaurazione Kemnu", dal nome dell'ultimo imperatore che aveva regnato in modo diretto.
La burocrazia viene nuovamente centralizzata, a danno delle deleghe locali (feudi), col ripristino del ministero addetto al controllo del regno e di un "ufficio reclami" (Zassho ketsudansho). Go Daigo inizia la costruzione di un nuovo palazzo imperiale, consono alla sua potenza, per la cui realizzazione spreme ben bene i contribuenti, creando così subito forti motivi di malcontento.

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Il Giappone non si china davanti all'impero mongolo

Il secolo XIII vede così i nostri shogun di discendenza Minamoto, a Kamakura, reggere un potere che in realtà si trova nella mani degli ormai lontani parenti Hojo che lo esercitano tramite l'istituto della reggenza.
E' in questo secolo che, dall'Asia centrale, dalle steppe mongole, il famoso Gengis Khan costituisce un impero che va dalla Corea alla Polonia, arrivando a minacciare la stessa Vienna. Il suo successore Kublai Khan (quello della cui corte fu ospite Marco Polo) prende il titolo di imperatore della Cina e cerca di assoggettare tutta l'Asia non ancora occupata. Egli invia, nel 1268, a Kamakura, un ambasciatore alla corte di Hojo Tokimune, che all'epoca ha 17 anni, con il compito di comunicare che il Giappone doveva accettare di essere sottomesso all'impero mongolo, ma come risposta ebbe la decapitazione del messo.

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Kamakura, novella Kyoto, la capitale dello shogun

Hojo Yasutoki

Quando muore Hojo Yoshitoki, reggente dello shogun, gli succede il di lui figlio Yasutoki a ricoprire il medesimo ruolo, il Giappone nel periodo così detto Kamakura vede un imperatore a Kyoto, che ha mantenuto solo un potere nominale, pensate che in seguito ai numerosi incendi si decide di non ricostruire nemmeno il palazzo imperiale, mentre a Kamakura i poteri decisionali e legislativi sono retti dallo shogun, di discendenza Minamoto che ha ceduto i propri poteri, però ad un reggente...che fa capo alla famiglia Hojo, quella della moglie di Minamoto Yoritomo....possiamo dire che è un periodo che vede il potere delegato due volte.

Un periodo di pace e stabilità nel Giappone del secolo XIII

Con Yasutoki si rafforza il regime feudale tanto che viene redatto anche il Joei shikimoku, un codice pratico di 56 leggi che mette nero su bianco il funzionamento dello stato shogunale e che cerca di redimere anche fatti di diritto civile e penale, ad esempio sull'adulterio e sulle eredità, per mettere un freno ad omicidi indiscriminati.
L'economia nipponica nel secolo XIII è più vivace che nella precedente epoca anche per i minori vincoli imposti ai mercanti stranieri di commerciare in territorio giapponese, praticamente non esiste una moneta del Sol Levante, ma si utilizzano i soldi cinesi e sopratutto il baratto, spesso in luogo del denaro si utilizzano cereali e stoffe.
L'agricoltura vede progressi con l'introduzione dell'uso del concime e della rotazione dei campi da allagati (riso) ad asciutti (grano), ma non si è difronte ad una società composta solo da due classi come erroneamente si pensa, cioè contadini e militari, anche una nascente classe artigianale e mercantile è ben presente nelle isole nipponiche, di cui si sa meno, ma che ci ha dato testimonianze coi suoi manufatti che testimoniano una tecnica nipponica sviluppata nella fabbricazione delle armi, le famose spade giapponesi, e della ceramica, è di questo momento anche la diffusione dell'uso del tè in Giappone, altro motivo per cui non conosciamo molto di queste classi sociali è che vuoi perchè non sapevano scrivere, vuoi perchè erano gelosi delle loro tecniche, non ci hanno lasciato testi inerenti le loro lavorazioni.

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Cosa è viaggiappone?

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